Il LuogoStoria di TIGLIOLEComune della provincia di Asti14 Km a ovest da Asti, 249 mt s.l.m. Superfice: 16,11 Km2, abitanti: 1600 c.ca nel 200; 2.600 nel 1804, 2.213 nel 1951, 1.821 nel 1961
Tigliole anticamente era munita di una fortezza con 4 torri ai lati, venne minata e distrutta nel 1553 dall’esercito francese, capitanato dal maresciallo Cossè de Brissac.In quel periodo era denominata "casta Teliolas" e poi "cortem Tegliole". L’etimo sembra da ricercarsi nel diminutivo di Tilia, albero sacro il cui culto pare legato agli insediamenti germanici.
Pare che Tigliole fosse già esistente ai tempi di liutprado re dei longobardi (712-744) ed è indicato in carte come "Tigliola" e anche "Tilianum". Fu feudo ecclesiastico dipendente dal vescovo di Pavia.Nel 1331 Rolando e Bernardo Solaro di Asti lo acquistarono dai Signori di Tigliole. Passò quin di a GiovanniTurco di Antonio, signore di Frinco e poi a Giorgio di Valperga. Successivamente appartenne a Orlando Lampugnano, favorito del Duca di Milano. Ritornò in seguito ai Solaro e quindi ai Taparelli, signori di Legnasco.
Nel 1560 PIO IV nominò Emanuele Filiberto vicario pontificio di questo territorio e la Santa Sede lo tenne fino al 1741, ano in cui passò allo Stato sabaudo.Di questo feudo furono investiti anche i Fereri di Ormea e di Montafia. Salmour di Andezeno lo cedete ai ratelli Vandero che, dopo avere smantellato il castello, lo vendettero alla comunità. Sule rovine della fortezza la famiglia dei Montafia riedificò il castello, più piccolo del precedente, e , dall’anno 1589 al 1741, ivi tennero sempre residenza gli abati governatori. IL CASTELLOE’ ancora chiamato così dove attualmente si trova il palazzo Comunale. Essendo situato su di un colle che è il punto più elevato del concentrico, fu da tempo immemorabile sede della fortezza del paese.
Nell’alto medioevo probabilmente era protetto da una semplice palizzata di tronchi d’albero che certo non mancavano in questa zona; sucessivamente fu costruito un solido castello in pietra con due torrioni verso sud ed un’altro verso est.Al riparo dell sue mura gli abitanti del luogo trovavano protezione in caso di asedi. Esiste ancora il pozo dove si attingeva acqua. Fu questa costruzione che, nel 1553, fu distruta dai soldati francesi comandati dal Conte de Brissac. Il secondo castello, più piccolo, fu costruito immediatamente dopo dalla famiglia Montafia. Alla fine del 1700 dopo diversi cambi di proprietà, era ormai in rovina e quindi i Vandero, ultimi proprietari, lo vendettero alla comunità. Verso la metà del 1800, demoliti gli ultimi ruderi e spianato il colle, venne costruito il palazzo del Comune nella forma che ancora oggi conserva, molto caro ai tigliolesi e apprezato dai visitatori che ne amirano la bellissima e particolare architettura. LA CHIESA PARROCCHIALE
Di belissima fattura, è dedicata ai SS. Giovanni Batista e Lorenzo.Fu progettata e costruita dall’architetto P. Filippo Malabaila di Asti. Iniziata nel 1646 fu terminata nel 1697. Le stupende pitture del soffitto sono opera di P. Gaidano (1896). La torre campanaria è stata sopraelevata di 2 piani nel 1905. Nella chiessa sono custodite tele importanti, tra le quli si ricordano:
ANTICA CHIESA DI SAN LORENZO
All’ingresso del Paese sorge questo antichissimo edificio di assoluto valore risalente al X - XI secolo.E’ una chiea romanica a pianta rettangolare ed ha la particolarità di avere l’abside semicircolare ruotato di alcuni gradi rispetto all’asse dell’aula per simboleggiare la testa reclinata del Cristo sulla croce. La facciata è in mattoni avista, mentre l’abside conserva la divisione in tre parti di diversi colori tipica delle chiese romaniche.
L’interno, a navata unica, ha pareti intonacate e parzialmente in mattoni a vista, il pavimento è in cotto.L’edificio, fino al 1982, versava in pessime condizioni, muri in rovina e tetto crollato e fu quindi deciso il restauro. Attualmente ritornato all’antico splendore, ospita manifestazioni culturali. ALTRI EDIFICIUn altro castello chiamato Castelvero esisteva fra bricco Barrano e Valperosa, documentato fin dal 1152 rappresentava il centro fortificato del Comitato di Seralunga. Nel 1800 il De Canis ne parla e ne traccia uno scizzo, ma è ormai ridotto a pochi resti.
La chiesetta della Confraternita (attualmente ristrutturata è sede di una banca) è stata per lungo tempo il luogo di riunione del consiglio della comunità. I consiglieri venivano convocati al suono della campana.Cappelletta del Buon Consiglio, costruita dal notaio Nicola Vercelli nel 1793. Nel 1883 pasò di proprietà della famiglia Cav. Cesare Pansoia e nel 1930 infine alla Chiesa Parrochiale. La Madonnina di Vulgo Scapenzo (Natività della Vergine) fu costruita nel 1500, divene lazzaretto e cimitero nel 1630 in occassione dell’epidemia di peste. Nel 1772 era in rovina e quindi venne in seguito ricostruita. La casa del De Canis, da quanto lui stesso scriveva, doveva trovarsi nella contrada della Sternita e aveva i contorni delle finestre adornate con pitture a fresco. Era, probabilmente, l’attuale via Roma. Sempre il De Canis ci informa che nel 1807 venne scavato sotto il colle del Priasso o Pietracio, un lungo tunnel sotterraneo che attraversava la collina collegata a Tigliole con la strada per Torino, risparmiando ai viandanti la salita e la discesa del colle. Sembra si sia perso il ricordo dell’esatta posizione di questo tunnel. "Materiale fotografico prelevato dal sito genalogico di Tigliole"http://it.geocities.com/esseci3 |